“Parlo molto con i pazienti, cercando di ricostruirne la storia clinica ma prima di tutto di farlo sentire a proprio agio, entrandoci in sintonia anche con piccoli gesti”
L’indagine diagnostica può essere fonte di ansia e timore.
Per questo motivo, il mio primo obiettivo in studio è azzerare le distanze, accogliendo il paziente con un ascolto autentico che metta al centro la persona prima del dato strumentale.